Studio 47_Dominanti secondarie_3/4

Con la lezione numero diciotto, quella sulle dominanti secondarie,
si chiude bruscamente il ciclo delle lezioni di Wendel Kretzschmar,
sei quaderni che completano il primo insieme di quaderni salvati.
Il pacco successivo è intitolato Contrappunto e risale al periodo in cui Adrian viveva a Lipsia.

Per ora ho deciso di rimandare lo studio di questa nuova serie di quaderni,
mi serve tempo per preparare tutto il materiale necessario
alla pubblicazione in rete di questo progetto.
Temo che questo porterà via parecchio del mio tempo libero,
che non potrò più dedicare allo studio della musica ma alla risoluzione di problemi extramusicali.

Del resto è extramusicale la forma a cui sto lavorando,
quella che può avere una realtà e una distribuzione solo in rete,
e la sua progettazione assorbe ora tutte le mie energie creative e mentali.
Dovrò pensare a un'interfaccia, organizzare un percorso di navigazione coerente,
preparare testi e musica per trasferire tutti i contenuti
in un codice html funzionale e compatibile con i programmi di navigazione più comuni.

Così ho deciso di interrompere i miei studi musicali da questo studio numero 47,
per dedicarmi alla pubblicazione dei contenuti che forse qualcuno ora sta leggendo.

Non mi spaventa dovermi fermare, non sono un virtuoso dello strumento,
che non può permettersi pause senza perdere un po' della sua arte.

La mia priorità ora diventa avviare il progetto del Diario Musicale
perchè l'intenzione di questo progetto è di presentarsi come forma artistica dinamica
che descrive un presente in evoluzione.
Quindi il Diario deve avere un inizio al più presto per poter continuare,
e trasferirsi così nel formato dinamico che lo rappresenta e lo motiva.

Un altro pensiero che mi ha portato alla realizzazione di questo luogo virtuale
è un desiderio sincero di condivisione libera
e una vocazione didattica e pratica ingenua forse,
ma spero utile a incoraggiare percorsi nuovi,
a offrire una partenza e accendere il pensiero musicale in qualche anima simile alla mia.
Dicono che musica accarezza l'anima e io dico che l'anima ha bisogno di carezze.

 
 
 

Quello di cui sono fieramente consapevole è che il mio percorso artistico si definisce in una forma nuova,
che si può leggere, ascoltare e consultare, pensata per questo contenitore comparso recentemente, la rete,
che si rivela adatta alla costruzione di particolari forme artistiche,
quelle di cui può farsi unica portatrice, per il formato multimediale
e l'approccio interattivo, che rendono questo media unico
e secondo me inesplorato in ambito artistico o espressivo.

O forse sto semplicemente dando i numeri, proprio come mio nonno.
Come ho già avuto modo di dire, tutto è possibile.


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