Cantus Firmus e norme comuni

Lipsia novembre 1905

 

Gli esercizi di contrappunto si svolgono aggiungendo voci (fino a tre per ora) sopra o sotto il Cantus Firmus,
che è una voce melodica in valori interi (di solito semibrevi cioè 4/4),
che farà da guida allo sviluppo delle voci aggiunte.

L'organizzazione melodica del Cantus Firmus (d'ora in poi CF) esclude sviluppi motivici, tematici o ritmici
suggerendo un andamento melodico continuo e libero. Potrà durare da 8 a 16 battute
I principi che definiscono la sua organizzazione sono gli stessi che serviranno a organizzare le altre linee melodiche.

Il CF come le altre voci non potrà contenere salti più ampi dell'8.
Non potrà contenere intervalli di settima che è un intervallo dissonante.
Potrà contenere semitoni diatonici (E-F, B-C), ma non cromatici (F-F#, A-Ab).

Gli intervalli melodici ammessi
tra un suono e l'altro sono
2e Maggiori e minori
3e Magg e min,
4a giusta
5a giusta
6e Magg e min
8a giusta

Sopra sono elencati gli intervalli melodici ascendenti permessi nel modo Maggiore, nella tonalità di Do,
sotto gli intervalli melodici discendenti permessi nel modo Maggiore della tonalità di Do

Può essere utile ricordare che per stabilire il valore di un intervallo discendente
bisogna partire dalla nota più bassa,
cioè volendo definire l'intervallo di batt 1 G-F (sotto), si costruisce la scala maggiore di F,
che è il suono più basso dell'intervallo,
per stabilire che il G è la sua 2a maggiore (vedi tab).
Quindi l'intervallo discendente si dice di seconda maggiore

Anche nel C.F, come nelle forme semplici che abbiamo visto,
bisogna definire un inizio, un culmine e una fine.

Il culmine sarà la nota più alta o più bassa della melodia
e dovrà sentirsi come punto di tendenza della melodia stessa.
La nota culmine non va ripetuta ma compare un'unica volta, e poi la melodia ritorna alla tonica
con andamento cadenzale che chiude queste forme-studio.
Una lunga melodia può avere un andamento a onde, cioè salire e scendere verso il culmine,
e naturalmente anche un ritorno a onde.

La continuità melodica è assicurata dal movimento congiunto cioè di 2a superiore o inferiore.
Ma in una buona melodia non dovranno mancare i salti ( di 3a, 4a, 5a, 6a, 8a).

Anche se nel contrappunto severo è permessa solo la 6a minore,
e solo ascendente (primi rivolti di I, IV, VII)
in questi studi useremo anche quella maggiore.
I salti ascendenti o discendenti più ampi di una terza dovranno essere compensati
da un movimento nella direzione contraria per moto congiunto.

Sono anche permessi due salti di seguito.
Nello stile di contrappunto severo di solito quando il movimento era ascendente,
compariva prima l'intervallo più grande, mentre nel movimento discendente in due salti,
l'intervallo più ampio compariva nella parte bassa.

Ma dove è possibile sarà meglio evitare due salti consecutivi
sia nella stessa direzione che verso direzioni opposte.

Sono inoltre escluse dal CF note ripetute, serie di note ripetute, progressioni
e movimenti di arpeggio che esprimano una armonia o comunque una funzione di accompagnamento,
che verrebbero meno al proposito di sviluppare voci uguali e autonome.
Schönberg dice che anche le progressioni sottintendono un'organizzazione motivica
e quindi questo stile non dovrebbe ammetterle.

Infatti questi procedimenti farebbero uscire dallo stile contrappuntistico
perchè implicano relazioni e sviluppi tematici o motivici del tutto estranei a quello stile.

Il CF inizia e finisce sulla tonica. La tonica finale è raggiunta per grado congiunto di solito discendente (D-C),
ma per motivi di varietà può anche raggiungerla salendo (B-C).

La quarta aumentata, cioè l'intervallo F-B, è detto tritono,
e a due parti va evitato come salto e anche come salita melodica.

La stessa proibizione vale per il suo rivolto,
cioè l'intervallo B-F, intervallo di 5a diminuita proibito.

Nel secondo rigo a batt 9 (sotto), ci sono alcune salite dove l'intervallo di tritono è compreso
ma che sono permesse o considerate buone
perchè il moto congiunto che lo introduce non enfatizza i suoni che lo compongono,
ma li presenta con un trattamento di passaggio.

Questo trattamento è comune per tutte le voci, compreso il CF.


I primi due righi (sopra) contengono esempi di movimenti di 4a aumentata o 5a diminuita proibiti.
Il terzo rigo mostra le condizioni che consentono il movimento di tritono.
L'ultimo rigo batt 14, mostra gli intervalli di 7a che come il tritono, non sono consentiti.

Nel modo minore il settimo grado viene alterato per assumere la funzione di sensibile.
Il sesto grado (VI) viene alterata nel movimento 6, 7, 8, per evitare l'intervallo di 2 eccedente.
Quindi la tonalità minore si sviluppa sul modello della sua scala melodica,
e l'intervallo si presenterà come F#, G#, A

Nella pratica del periodo storico in cui si praticava il CF come tecnica di composizione,
i CF erano per lo più canti gregoriani o melodie popolari.
Alcuni pensano ancora che sia meglio utilizzare un canto dato antico o di altro autore,
perchè quel percorso didattico offrirebbe il vantaggio di abituarsi a scrivere su materiale imposto.

Non credo che per me sarebbe un grosso vantaggio
Perciò scriverò io stesso il mio CF,
secondo le regole presentate in questa introduzione.

Nelle realizzazioni dei Canti Dati userò le quattro voci tradizionali Basso, Tenore , Contralto, Soprano.
Le loro estensioni, come si vede più sotto, possono generare incroci che il contrappunto palestriniano usa volentieri, ma che sono sempre malvisti nella maggior parte dei testi teorici e didattici,
dove si tende a posticiparne l'uso a tempi indefiniti.



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