La fuga tonale


La fuga tonale richiede che nel soggetto vengano espresse e riconosciute due regioni:
quella della tonica e quella della dominante.

Questa è la condizione che permette di affermare che il soggetto è modulante,
che mette in luce la differenza sostanziale tra il procedimento dell'imitazione e quello della fuga
e che sviluppando il concetto di dominante darà vita a tutto il pensiero armonico.

Il primo compito che presenta un soggetto modulante
è quello di determiare le due regioni
che il soggetto esprime (quella della tonica e quella della dominante)
e stabilire il punto preciso dove si produce la modulazione cioè il passaggio da una regione all'altra.

E' importante stabilire la nota con cui si modula
perchè da quel punto sarà necessario introdurre una correzione alla imitazione del soggetto,
correzione che viene chiamata mutazione.

Ogni volta che il soggetto si porta dalla tonica alla dominante o dalla dominante alla tonica
sarà necessario introdurrre una mutazione dell'imitazione del soggetto.

Nel primo esempio sopra (batt 1-4) la risposta è una imitazione reale.
Nella variante che presento da batt5 a batt 9 (evidenziate in azzurro), la risposta è tonale
e introduce la mutazione tra il Sol e il Do di batt 8
che scende di un grado diatonico rispetto all'imitazione regolare del Re di batt 4.

La situazione analoga viene prodotta dal movimento V-I
che presenta prima una risposta in imitazione regolare (batt 9-12)
e poi (in azzurro) la risposta tonale.

Questo ci permette di stabilire che

se il soggetto sale dalla tonica alla dominante (battuta 1 sotto)
la mutazione si produrrà diminuendo di un grado diatonico l'imitazione regolare

se il soggetto scende dalla tonica alla dominante (battuta 3 sotto)
la mutazione si produrrà aumentando di un grado diatonico l'imitazione regolare

se il soggetto sale dalla dominante alla tonica (battuta 5 sotto)
la mutazione si produrrà aumentando di un grado diatonico l'imitazione regolare

se il soggetto scende dalla dominante alla tonica (battuta 7 sotto)
la mutazione si produrrà diminuendo di un grado diatonico l'imitazione regolare

La teoria detta poi alcune regole che aiutano a stabilire correttamente
se il soggetto si trova nella regione della tonica o in quello della dominante:

  • il Do è sempre considerato I della regione di Do (non IV della regione di Sol)
    se inizia o finisce un soggetto.

  • il Mi è sempre considerato III della regione Do (non VI della regione di Sol)
    se inizia o finisce un soggetto

  • il Sol è sempre considerato I della tonalità di Sol (non V di Do)
    se inizia e finisce un soggetto.

  • il Si è sempre considerato come III di Sol ( non VII di Do)
    se termina il soggetto o muove verso il V .
    Il movimento Si-Sol è sempre considerato come III-I della regione di Sol

  • se il soggetto muove dal V al I tutti i gradi dopo il V
    sono da considerarsi parte della regione del I

  • se il soggetto muove da I a V tutti i gradi dopo il I
    saranno considerati come gradi della tonalità della dominante.


L'ultimo punto ci permette di chiarire il procedimento con un esempio

Nell'esempio sopra solo il Do è considerato parte della regione di Do
mentre gli altri gradi sono considerati parte della regione della dominante.

Quindi il Re sarà inteso come V di Sol, il Mi come VI di Sol e così via.
Nella risposta la mutazione si presenterà alla seconda nota che nel primo esempio
risponde con il V della regione della tonica cioè Sol,
mentre nel secondo esempio risponde con il III della regione della tonica, cioè Mi.

La pretesa di definire esattamente l'ambito tonale di un soggetto,
cioè la definizione precisa delle regioni per un esatto inserimento delle mutazioni
ha portato talvolta la teoria a formulare regole incredibilmente arbitrarie
e infine ad una scissione evidente tra teoria e pratica della fuga,
tanto che Bach è stato accusato di trasgredire le norme stabilite
e presentare in alcune fughe delle false risposte.

Nella realtà compositiva le mutazioni possono anche presentarsi in punti diversi da quelli
che stabilisce la teoria, per mantenere alcuni intervalli caratteristici della melodia o di una progressione
Certamente le ragioni di ordine musicale prevalgono sempre su quelle teoriche.

(in una striscia incollata in seguita al quaderno di contrappunto Adrian
ci lascia ancora questa nota)

Gedalge nel suo trattato presenta un riassunto efficace delle risposte possibili
all'andamento I-V e V-I che viene trattato secondo i principi esposti negli ultimi due punti (sopra)
secondo i quali tutti i gradi che seguono il I sono da intendersi in V
e viceversa tutti i gradi che seguono il V sono interpretati come gradi del I.

Interessante potere sentire di seguito queste diverse versioni di soggetto-risposta
perchè l'orecchio le assimili.
Per questo mi sono divertito ad unirli tramite altre voci in un contrappunto fiorito,
in un catalogo di possibilità sviluppabili (Album 7/n12).

Per poterle sentire e vedere insieme.
Indagine che considero utile e necessaria per entrare nella logica dei principi di questo stile,
per indagarene la natura e l'essenza.


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