I mecenati

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Libero da pubblicità, pop-up, cookies, richieste di iscrizione e tutto quello che concorre
a trasformare il web in un luogo sgradevole e a volte insicuro.

Osservo che la rete sta rapidamente abbandonando la sua vocazione originaria,
quella mettere in comunicazione le genti, nella forma più primitiva di impiego,
che la riduce a tratti ad essere un'enorme fiera campionaria dove si vuol vendere tutto a tutti,
carpire dati, gusti, opinioni, tendenze, desideri, sogni.

Io non voglio vendere niente e non voglio convincere nessuno.
Tutto il contenuto di queste pagine è libero e accessibile a tutti; non accetterò mai inserzionisti
e non chiederò un'iscrizione con cui si acquista il diritto di accesso a contenuti nascosti o vincolati.

Ho inserito un unico pulsante PayPal, al fondo di queste righe
che permette di fare una piccola donazione volontaria e libera,
una sorta di biglietto di ringraziamento da chi ha trovato piacevole la lettura di questa storia,
e inaugura una forma nuova di mecenatismo popolare e moderno.




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Se questo mio tentativo dovesse portare qualche risorsa,
queste verranno utilizzate innanzitutto per tradurre le pagine, e quelle che seguiranno,
per tenerle aggiornate in tutte le lingue
e assicurarne la presenza in rete per almeno 100 anni,
libere, inalterate e accessibili a tutti.
Questa vuole essere la cadenza finale del mio progetto.

Poi non mi dispiacerebbe poter lavorare a tempo pieno a questi scritti,
per continuare e magari arrivare a completare il lavoro.
Mi serve tempo e non ne ho molto.

Anche se in realtà non è previsto un finale per il Diario
perchè queste pagine vogliono essere l'onesta descrizione dell'evoluzione di un pensiero artistico,
e assegnare un finale a questa ricerca mi sembra piuttosto incoerente e inverosimile.

Come diceva sempre un caro amico di nonno Adrian,
lavorare anziché sgobbare, ecco cosa mi piacerebbe.

Un esperimento interessante anche questo:
sarà pronta la grande rete che connette tutto il mondo
a dare vita ad una forma di mecenatismo popolare,
sottraendo il controllo dell'arte al Principe?

So bene che le strade illuminate della rete sono quelle commerciali,
che il dibattito culturale è un brusio intermittente e lontano
dove nessuno ha tempo di ascoltare.
Importa di più vendere, convincere, affermarsi, diffamare, apparire,
e difficilmente questo canto solitario riuscirà a raggiungere i suoi destinatari,
anime come la mia, sognatori, acchiappanuvole, perdigiorno.

Ma dichiaro che proseguirò in ogni caso.
Forse le pagine verranno aggiornate in tempi più lunghi
cioè nei tempi che riuscirò a ritagliarmi dal lavoro di cui vivo.
Ma questo progetto continuerà,
libero, gratuito e accessibile a tutti.

E questo è solo l'inizio.

adriano@diariomusicale.com