Seconda lezione - gli intervalli

Nella prima lezione abbiamo definito la scala Maggiore come una sequenza di 8 suoni
separati l'uno dall'altro da queste distanze: TTSTTTS (Tono e Semitono).
Partendo dal suono che costruisce la scala maggiore di C, distinguiamo ora la possibilità di introdurre un suono contemporaneamente a C da quella di far seguire un suono a C.

Questo ci permette di definire la doppia natura degli intervalli,
che potranno essere armonici se le due note sono suonate contemporaneamente
o melodici se a un suono segue l'altro, ovvero quando una voce si muove salendo o scendendo.

Ora per costruire un Sistema Teorico dei suoni, sarà utile e pratico assegnare un nome a tutti gli intervalli (armonici o melodici) che un suono genera in rapporto agli altri 11 in cui abbiamo diviso l'intervallo di ottava.

Questo è argomento della "grammatica musicale" più che dell'armonia, ma sarà bene chiarirlo prima di iniziare la trattazione considerando che abbiamo deciso di non tralasciare neanche le premesse.
Per assegnare un nome a tutti gli intervalli che si possono formare all'interno di un'ottava partiremo dal C, nominando
gli intervalli che questo suono può formare incontrando gli altri 11 della scala cromatica salendo e scendendo.


Questi sono tutti gli intervalli che il Do può determinare con gli altri 11 suoni della scala cromatica.
E' evidente che alcuni suoni si equivalgono.
(C diesis e D bemolle per esempio, o F# e Gb.
I due suoni che presentano questa equivalenza si dicono enarmonici.)
Il nome dell'intervallo che formano con il Do iniziale cambia per segnalare il cambio di funzione armonica dell'intervallo.

C C Unisono Fondamentale
C C# Semitono cromatico
C Db 2 min 2
C D 2 Maj
C D# 2 aug
C Ebb 3 dim 3
C Eb 3 min
C E 3 Maj
C E# 3 aug
C Fb

4 dim

4
C F 4 giusta
C F# 4aug
C Gb 5 dim 5
C G 5 giusta
C G# 5 aug
C Abb 6 dim 6
C Ab 6 min
C A 6 maj
C A# 6 aug
C Bbb 7 dim 7
C Bb 7 min
C B 7 Maj
C Cb 8 dim 8
C C 8 giusta
C C# 8 aug
Gli intervalli evidenziati dal colore sono quelli formati dai suoni presenti nella scala Maggiore, che a questo punto possiamo definire con precisione.

C la tonica, da il nome alla scala
D è la 2 Maj (maggiore) di C
E è la 3 Maj di C
F è la 4 giusta di C
G è la 5 giusta di C
A 6 Maj di C
B 7 Maj di C

A questo punto la teoria musicale distingue gli intervalli in consonanti e dissonanti.
Vorrei chiarire che un intervallo consonante non più bello o più giusto di un intervallo dissonante.

Più precisamente un intervallo consonante è un intervallo stabile,
quindi si dice che comporti un senso di riposo.
Al contrario un intervallo dissonante è riconosciuto come instabile e di movimento
perchè deve risolvere su un intervallo consonante.

L'unisono, l'ottava e la quinta giusta , le terze e le seste, sia maggiori che minori, sono definiti intervalli consonanti.
Le seconde, le settime e le none (sia maggiori che minori) e tutti gli accordi diminuiti o eccedenti
sono classificati come dissonanti.
Infine l'intervallo di 4 giusta (C-F) è considerato consonante
se si aggiunge sotto il suo suono più basso una 3a o una 5a.

Per esaurire questa parentesi solo grammaticale ma indispensabile,
è importante notare cosa succede quando si rivoltano questi intervalli,
cioè quando si porta sopra quello sotto o viceversa.
Mi riferisco qui (sotto) agli intervalli armonici ma la stessa cosa è vera anche per gli intervalli melodici.

Il secondo intervallo della battuta è il rivolto del primo,
ovvero il suono più basso viene trasferito sul registro superiore diventando il più alto.
Questo ci porta ad osservare che
i rivolti degli unisoni diventano 8 giuste,
gli intervalli giusti (4 e 5) rimangono giusti,
i rivolti degli accordi maggiori diventano minori e viceversa,
i rivolti degli accordi diminuiti diventano eccedenti e viceversa.

Quindi ricapitolando, come si fa a determinare che l'intervallo armonico
E-C, (per esempio) è una 6 minore?

Si costruisce la scala Maggiore del suono piu basso cioè di E (E- F#- G# - A- B - C# - D#).
Visto che il 6 suono di una scala maggiore viene definito come sesta maggiore ,
e sapendo che il sesto suono della scala di E è C diesis
l'intervallo E-C sarà una 6 minore.
Se passiamo alla tonalità di C, l'intervallo equivalente è sarà quello che si forma tra C e A bemolle.

E per finire questa lezione "grammaticale" e piuttosto noiosa, il Maestro mi ha proposto una cinquantina di intervalli da nominare correttamente.

"Naturalmente non intendo verificare che tu abbia capito il procedimento perché ne ho la certezza"
mi rassicurava," ma voglio aiutarti a rendere automatico questo ragionamento.
La Musica è fatta di questo materiale, e noi dobbiamo conoscerlo bene per maneggiarlo con sicurezza.
Da qui bisogna partire se vogliamo cercare la fonte del suo incanto, della sua magia
che non siamo ancora riusciti a dividere o misurare e a cui non abbiamo ancora saputo nemmeno dare un nome."

E passando dalla grammatica alla filosofia ci siamo lasciati stabilendo
che la prossima lezione sarà fra tre settimane.

Io naturalmente scalpito, ma ho fiducia nel Maestro.

Ha deciso di mostrarmi il Sistema, ci siamo accordati sul fatto che la sua trattazione
non tralasci argomenti che ritengo di conoscere, ma che esaurisca in tutte le sue parti
la teoria della creazione artistica musicale seguendone lo sviluppo logico.
Per questo seguirò il suo metodo e la sua impostazione
che secondo la promessa mi garantirà una scrittura musicale sicura, corretta e coerente.
E' quello che mi occorre per percorrere i diversi paesaggi musicali che ho in mente di visitare .


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