Terza lezione - il circolo delle quinte

Nelle lezioni precedenti abbiamo definito la scala cromatica,
la scala maggiore e tutti gli intervalli (ritmici o melodici).

Quindi sappiamo costruire una scala Maggiore
su tutti i 12 suoni della scala cromatica,
ottenendo 12 scale Maggiori.
Questo procedimento definisce il sistema tonale,
12 scale maggiori costruite sui 12 suoni della scala cromatica.

Che presto vedremo distinguersi anche come sistema modale,
o più precisamente bimodale perchè si costruisce su due scale:

una maggiore (l'antico modo Ionio), che abbiamo già visto
e una minore (l'antico modo Eolio), di cui parleremo presto.

Da ogni tonalità maggiore si può ricavare la tonalità relativa minore e viceversa.

C D E F G A B C
I II III IV V VI VII I

La tonalità relativa minore si costruisce sul VI grado di quella maggiore (vedi sopra). C-Am.
La relativa maggiore si costruisce sul terzo grado (non alterato) di quella minore ( vedi sotto). Am - C.

A B C D E F G A

Questo procedimento trasportato su tutti i 12 suoni della scala cromatica
comporta la definizione di 24 scale diverse

12 scale maggiori

e 12 scale minori.

Lo sviluppo del sistema musicale, stabilite queste 24 scale,
procede nel definire il rapporto che intrattengono reciprocamente.

Il primo attributo che possiamo assegnare a questo rapporto è quello di similitudine,
e questo criterio ci porta ad ordinarle facendo seguire a ogni scala quella che le è più somigliante
quella che ha più suoni in comune con la scala che la precede (e la segue).

Quindi per ricapitolare ti consiglio di fissare su una tabella
le 12 scale maggiori ordinandole per similitudine.

Ecco un consiglio pratico per ordinarle:

una volta definita la scala di C maggiore,
se si usa la sua 5 giusta (G) come tonica per costrure un'altra scala maggiore,
la tonalità raggiunta avrà solo una nota, il F diesis che la distingue dalla tonalità di C,
mentre gli altri 6 suoni che la definiscono sono presenti in entrambe le tonalità.

C D E F G A B C
G A B C D E F# G
I II III IV V VI VII I

E lasciandomi come aiuto quest'unica regola,
Kretzschmar ha aspettato che ordinassi tutte le 12 scale Maggiori
(che si possono ricavare dai suoni della scala cromatica),
per ordine di vicinanza e similitudine.


I II III IV V VI VII I
C D E F G A B C
G A B C D E F# G
D E F# G A B C# D
A B C# D E F# G# A
E F# G# A B C# D# E
B C# D# E F# G# A# B
Gb Ab Bb Cb Db Eb F Gb
Db Eb F Gb Ab Bb C Db
Ab Bb C Db Eb F G Ab
Eb F G Ab Bb C D E
Bb C D Eb F G A Bb
F G A Bb C D E F
C D E F G A B C

Dopo la scala di B, per comodità grammaticale useremo come alterazione il il G bemolle
Quindi invece di F#, che avrebbe dato luogo a molti doppi diesisi,
il suo equivalente enarmonico Gb.
Poi il Maestro mi ha suggerito ancora di evidenziare le note diverse da quelle della scala di Do,
per dimostrare che le differenze tra una scala e l'altra sono progressive.
Quando gli ho consegnato la tabella è rimasto a lungo a osservarla e ha poi voluto appenderla davanti al piccolo pianoforte da muro presente nello studio di musica,
dove tiene le sue lezioni.

Dice che ci lavoreremo spesso e sarà utilissima per costruire e interpretare gli accordi.
Poi ha voluto farmi osservare alcune cose interessanti, che riporto qui sotto.
Per quello che mi ricordo, perchè le osservazioni
sono state numerose e articolatissime
e il suo entusiasmo oratorio travolgente di passione.

Questa tabella (sopra) è il cuore del Sistema.
Da qui si parte per costruire il tutto.
Intanto questo elenco definisce tutte le scale maggiori e poi le ordina per similitudine.

Le più vicine avranno solo una nota di differenza tra di loro, poi 2 note, 3 note e così via.
Questa tabella ci indica anche quali suoni sono comuni tra una scala e l'altra.
Quando verrà il momento di comporre, sarà molto utile sapere che
tra la scala di C Maggiore e quella di B Maggiore, ad esempio, ci sono solo 2 note comuni (B ed E).

L'altra osservazione ovvia è che le scale vicine possono essere ordinate per quinte giuste,
seguendo il verso orario del circolo delle quinte (sotto),

o per quarte giuste, seguendo il verso antiorario della circonferenza
Entrambe questi intervalli conducono a una scala Maggiore
che ha un solo suono che la distingue da quella di partenza.

Per esempio la scala di C e quella di G (la sua quinta) hanno una sola nota differente (F#)
come la scala di C e quella di F (la sua quarta), anche queste con una sola nota che le distingue,
il B che è naturale nella tonalità di C e bemolle nella tonalità di F

G A B C D E F# G
C D E F G A B C
I II III IV V VI VII I
C D E F G A B C
F G A Bb C D E F

Queste ultime considerazioni sono rappresentate graficamente dal circolo delle quinte,
che sto per mostrarti e che propongo alla tua massima attenzione.

A questo punto il maestro ha tirato fuori da un cassetto un cartello,
preparato per una conferenza alla Società del Bene Comune,
che mi ha mostrato con grande entusiasmo e che riporto qui sotto.

Graficamente il circolo delle quinte si può rappresentare come il quadrante di un orologio
con le 12 tonalità al posto delle ore.

In senso orario le tonalità procedono a distanza di 5 ascendenti. (C-G).
In senso antiorario procedono a distanza di 5 discendenti o 4 ascendenti. (C-F).
Questo grafico mostra anche l'armatura di chiave che definisce la scala e la tonalità corrispondente.
Vicino alla tonalità maggiore è specificato anche il modo relativo minore di quella tonalità,
che si costruisce sul sesto grado di quella maggiore.

La rappresesentazione grafica del circolo delle quinte porta inevitabilmente a pensare alle 12 tonalità
come le ore dell'orologio e alle 7 note della scala come i 7 giorni della settimana.

Del resto, se il materiale costitutivo della pittura è lo spazio,
quello della musica è il tempo, e su questa ipotesi vorrei citare alcune argomentazioni.

Quest'ultimo pensiero ha determinato una direzione più speculativa,
che ha portato il Maestro ad affacciarsi sui vasti territori della filosofia,

"la musica è il nostro modo di rendere sonoro il tempo"...

E' questo il suo modo preferito di terminare le lezioni.


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