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I Capricci

Mi chiedo se scrivendo al computer una musica per violino che non ha nessuna possibilità
di essere eseguita da un violino vero, sia logico e naturale rispettare quei principi e restrizioni
utili al solo proposito di garantirne l'eseguibilità.

Sicuramente suona naturale all'orecchio riconoscere il linguaggio e i modi con cui lo strumento si esprime.

Credo che la musica disponga di una profonda potenza evocativa, e sia in grado di restituirci momenti
che possiamo rivivere solo grazie alla memoria involontaria di cui la musica conosce i sentieri.
Ma per rendere quegli attimi, la musica ha bisogno di una chitarra, un flauto, un violino.
I nostri ricordi musicali si riferiscono a strumenti acustici, e questo ci fa amare il loro timbro.
Forse le nuove generazioni ameranno i timbri sintetici e li riconosceranno come evocativi del loro passato,
chissà...

Comunque per utilizzare gli archi devo studiarne il linguaggio.
Tra questi considero il violino come il più definito
e visto che gli estremi del suo utilizzo li ha definiti Paganini,
mi è sembrato utile guardare ai suoi 24 capricci.

 

Queste 12 battute sono 12 arpeggi o modi di trattare l'accordo, arpeggiandolo o muovendolo diatonicamente,
che ad un primo esame Paganini utilizza più frequentemente nei Capricci.

Batt 1- 1351 e sua inversione
(con ripetizione del C. Le ripetizione offrono buone possibità nella progettazione di un tema o un motivo.
Contengono qualcosa di caratteristico del tema, lo definiscono con semplicità e chiarezza.)

Batt 2 - progressione del modello 1351 sui gradi dell'accordo

Batt 3 - discesa (o salita) di terze. Diatonica in questo caso, ma che può essere anchecromatica.
Riempitivo per qualsiasi situazione.

Batt 4 - modello 1531 con intervalli ampi (2 ottave)

Batt 5 - 1 3 3 5 e sua inversione. Salto di ottava sulla terza dell'accordo e ripetizione della quinta.

Batt 6 - sviluppo di una nota perno dalla quale l'altra voce si allontana salendo o scendendo,
per gradi congiunti o più ampi (2 ottave)

Batt 7 - direzione inversa di allontanamento dalla nota perno (scendendo)

Batt 8 - Scale di decime per gradi congiunti o arpeggiando l'accordo

Batt 9 - C è la nota perno da cui si allontanano terzine che salgono o scendono.
La nota perno può essere la prima o la seconda nota. La funzione della nota perno è di pedale.

Batt 10- Spostamento di accento sul secondo tempo di accordo arpeggiato

Batt 11- Progressione diatonica congiunta, che può muoversi su gradi diversi, salendo e scendendo

Batt 12 - Due voci che si muovono in direzione opposta per grado congiunto

Ce n'è quanto basta per scrivere.
Bisognerà collegare tra loro almeno 2 dei 12 modelli, o 3 se ci sarà una giustificazione coerente.
Usando magari i modelli di batt 3 e batt 8 come ponte per introdurre il modello nuovo o cadenzando.

Decido di rimanere sulla modulazione C F
ma questa volta vorrei entrare direttamente nel relativo min di F, Dm.
Anche questa modulazione è considerata vicina (come C Em, cioè con il relativo minore di G).

Studio 32_Mod C-Dm-F_4/4

               
C Bmb5 Em A7 Dm C#° Bb G7
I VII III V I VII II V
Ton C Ton Dm Ton F
prima frase seconda frase

Questa è l'intenzione armonica.
Inizio sempre dai bassi cercando di introdurre rivolti raggiunti per intervallo contiguo
Voglio provare alcuni disegni di Paganini che ho sintetizzato sopra.
Penso che a partire da quelle 12 battute si possono sviluppare una serie innumerevole di variazioni
sui movimenti, la nota perno, una voce che si allontana,
due voci che si allontanano, o muovono per terze...

 

Questo periodo è solo per violino, nel tempo che usa Paganini.
Per alcune battute arpeggia sull'accordo, e poi utilizza la nota perno per salire,
Quindi le due tecniche si alternano.
le note colorate in rosso indicano i picchi della melodia alta e bassa.


Penso che questi picchi debbano essere gli elementi che definiscono la linea melodica
e su questi voglio imparare a scrivere melodie più espressive, meglio definite, più belle.

Del resto i quaderni non hanno ancora affrontato l'argomento della costruzione melodica o tematica.
E tutto quello che arriva sono deduzioni, ipotesi incerte e dubbiose.
E' anche vero che sono allo studio 30 e di strada ne rimane molta.

L'idea è di scrivere la melodia concentrandomi sulle note rosse dei picchi.
Più in generale devo trovare un motivo,
devo ricavarlo da un movimento o da una ripetizione o un ritorno
(finora non ho scritto note ripetute ma sempre in movimento).

Voglio provare ancora uno studio al violino solo,
per capire se queste ipotesi sulle note rosse (i picchi superiori e inferiori)
possono aiutarmi a costruire una linea melodica più solida e più espressiva.
Dovrò cambiare l'armonia, ma continuando a studiare la modulazione C-F.


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