Studio 53 -Romanza ternaria

26 ottobre 2018

Ho lasciato le dolci colline della Langa, dove abitavo con mia moglie da più di vent'anni
e ho cercato casa in città, a Torino.

Sentivo da tempo il bisogno di allontanarmi dalla solitudine di quegli ampi spazi per tornare a vivere tra la gente
e ho girato a lungo per questa città, prima di trovare una piccola casa di due camere su una piazza soleggiata di Vanchiglia, dove ogni mattina si apre un vivace mercato alimentare
che verso il tramonto viene sostituito da una movida allegramente sonora e tenace.

Alla mia scrivania adesso arrivano tutti i rumori della strada,
con dinamiche che non scendono mai oltre il mezzo forte, ed è proprio quello che volevo.
Il silenzio mi disturba, non mi permette di pensare,
mentre il pedale sonoro continuo che arriva alle mie finestre mi ricorda dove sono,
indica che tutto è cambiato e mi invita a pensare, a riflettere.

Perchè adesso ho veramente bisogno di raccogliere il miei pensieri,
per ritornare alla certezza di chi sono e di cosa sto facendo.

Elena, mia moglie, ha impiegato gli ultimi giorni della nostra convivenza a ripetermi
che nel corso di cinque anni mi ha visto perdere progressivamente il senso della realtà
e che in pratica secondo lei sto diventando un po' matto.

Credo che lei in fondo pensi che Adrian Leverkühn non sia mai esistito e che io non sia affatto suo nipote.
Non me lo ha detto sempre esplicitamente,
ma da alcune sfumature, parole sfuggite oppure ombre e un portamento non sempre chiaro
ero arrivato alla ragionevole certezza che Elena si stesse convincendo proprio di questo.
Negli ultimi giorni della nostra convivenza poi è arrivata a dire con grande chiarezza,
che per lei mio nonno esiste solo come personaggio letterario
su cui ho io ho trasferito tutti i fantasmi di una realtà patologica di sicura origine nevrotica.

Capisco tutto il suo imbarazzo e intuisco il suo disagio ma temo di non poterla aiutare molto;
purtroppo vive come una grave colpa la realtà di avermi abbandonato per rifarsi una vita con il suo studente.
Ha dovuto costruirsi dei motivi che legittimassero quello che lei
continua ingiustamente a vivere come una dissonanza della sua anima, la macchia dell'abbandono coniugale,
un antico tabù che evidentemente è rimasto attivo nella sua organizzazione mentale.
Ha bisogno di un tema che le permetta di interpretare la nostra rottura
come un passaggio quasi obbligato e naturale, che le circostanze a volte costringono ad affrontare.

E purtoppo non ha trovato di meglio che una mia presunta e provvidenziale instabilità psichica.
Omettendo con discutibile noncuranza tutta la questione del giovane studente.

Pazienza, guardo fuori dalla finestra e mi chiedo chi è stato a dire
che non è difficile stare con le persone, ma è difficile capirle.
Mi chiedo di chi sia questa sentenza che oggi mi torna in mente,
mi chiedo se sia vera e poi mi chiedo se questo detto mi trovi d'accordo.
Ma mi accorgo con vago allarme che non lo so più
e allora anche per me diventa evidente e vero che sto perdendo le risposte a molte domande.
Ma non sono sorpreso perchè so che questo destino è scritto nel sangue della mia discendenza.

Tutto quello che posso fare è cercare di mantenere la concentrazione
e un buon metodo per riuscirci è quello di scrivere musica e continuare lo studio dei quaderni di Adrian.
Nietzsche diceva che la musica è "un telefono dall'aldilà"
ed è proprio questo che intendo quando parlo di concentrazione,
poter dare uno sguardo nell'aldilà del pensiero.

(So di non essere stato molto chiaro ma in fondo questo è un diario intimo,
e io ho capito bene cosa intendo in queste righe).

Con questo studio inizio a sperimentare l'organizazzazione ternaria.
Il periodo si compone di tre frasi, ogni frase occupa tre battute,
quindi per la prima volta si presenta un periodo di 9 battute anzichè le solite 8.

La prima frase è il modello I-VI-II di tre battute, con cambio di accordo ad ogni battuta.
Le due frasi che seguono sono progressioni di questo modello.
Le tre frasi completano il primo periodo A,
che si ripete come A' da batt 10 fino al ponte che inizia a batt 19.

La sezione B si presenta nella tonalità relativa (cioè in Am) e sviluppa un altro modello, il modello I-IV-II.

Periodo ternario - sezione A
1a Frase 2a frase 3a frase
I VI II VII V I , 7 IV II V
C Am Dm Bm7b5 G C F Dm G
modello progressione progressione '
 
I VII V ponte da sezione A a sez B
C Bm7b5 G
 
sezione B
Am D Bm E7 Am F#m7b5 Re7 G#° E7
I IV II V I VI IV VII-I V
         
A D Bm E7 Am F7+ Dm G-C G
I IV7+ II V I VI II V-I V
in A maggiore          
                 

Penso che l'organizzazione armonica in forma di progressione renda unitario il periodo
e suggerisca la possibilità di linee melodiche a cavallo dei diversi modelli, cioè che non coincidono
con la durata del modello ma si sviluppano tra un modello e l'altro.

E' questo che vorrei iniziare ad indagare,
una libertà ritmica che possa esprimere le possibilità quasi stereografiche del suono.
Mi hanno sempre incantato gli stereogrammi,
la loro virtù di lasciarti entrare in una realtà visibile ma nascosta,
dove lo spazio assume quelle forme che ci circondano ma che noi non vediamo.

Forse anche la musica può offrire un ingresso a spazi sonori
che consentano di intuire una realtà diversa da quella quotidiana.

  
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