Fuga 18/4

 
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(in blu Soggetto e Risposta, in rosso il controsoggetto).


La mia intenzione era di scrivere una Romanza e invece mi sono ritrovato a sviluppare una Fuga.
Forse avevo voglia di lavorare ancora su una frase più che su una struttura armonica,
ritornare alla melodia pura di voci che dialogano secondo logiche contrappuntistiche.

Due strumenti o voci che si intrecciano su percorsi che a volte convergono e altre volte le allontanano
rispettando sempre l'autonomia e la coerenza della frase che affermano,
hanno sempre avuto per le mie orecchie, più interesse musicale e più forza emozionale di un'unica voce.
Tutti i brani che hanno buoni effetti sulle mie emozioni sono il risultato dell'incontro e del dialogo
di due voci.

Il soggetto di questa fuga minore in 3/4 occupa tre battute
e viene trattato secondo la tecnica della fuga reale,
ovvero non viene riconosciuta una modulazione all'interno del soggetto
anche se la seconda battuta viene spesso armonizzata come accordo diminuito
(cioè appartenenete al VII, grado che identifica la regione della dominante).

Forse alcuni teorici potrebbero definire come falsa risposta questo trattamento.
Ma a questo punto non mi importa più molto perchè questo studio non vuole presentarsi
come fuga scolastica. Mancano gli stretti che per me hanno un sapore troppo antico,
che costringono a rinunce importanti e impongono soggetti non sempre adeguati
con l'unico vantaggio di offrire una citazione filologica che non stupisce e non emoziona più.

Cè un pedale sulla tonica brevissimo e piuttosto buffo che inizia a battuta 40
e accenna a una risposta. Della fuga rimane l'organizzazione della frase di proposta
come soggetto a cui segue una risposta, che sarà in rapporto di dominante
se il soggetto si mantiene nella regione della tonica,
o di tonica se il soggetto si sviluppa nella regione della dominante.

E rimane la costante della seconda voce in contrappunto doppio, cioè rivoltabile.
Le altre due voci sono libere e su quelle si costruisce la fuga, con una logica
che al contrario del contrappunto severo permette di sviluppare temi e motivi ricorrenti,
che vengono a disegnarsi spesso su strutture armoniche in progressione.

La tabella seguente riassume la struttura di questo studio,
presentando l'esposizione da batt 1 a batt 12,
un primo divertimento di quattro battute come ponte tra esposizione
e la trasposizione del soggetto nel suo relativo maggiore (C).

Gli ambiti tonali che proseguono lo studio sono quelli previsti dalla fuga di scuola.
Il punto che considero culminante e che mi piace riascoltare è da batt 25 a battuta 27
e più precisamente è quel B legato.
Non so perchè o come, ma in quel breve passaggio per un attimo l'acqua si trasforma in vino.


Esposizione        
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
Sogg Am Risp Em Sogg Am Risp Em Divertimento 1
Trasposizione su tonalità vicine
17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27  
Sogg C Risp G Div 2
 
28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39  
Sogg Dm Risp F Div 3
Ripresa
40 41 42 43 44 45  
Sogg Am Risp Em
 
il terzo divertimento
C7 Dm G7 Am Dm E7  
V VI V VI II #III
progressione progr 2 progr 3

Mi piace scrivere in questo stile per esercitare la concentrazione,
sapendo che questa forma in fondo non ha inizio ne fine, non ha punti culminanti,
ma è una continua cascata di eventi musicali che si considerano coerenti se sapientemente
collegati e introdotti l'uno dall'altro come necessità o evento quasi prevedibile.

Questo linguaggio sembra aiutare la concentrazione e l'accesso ad uno stato di astrazione pura, dove la ricerca di significati musicali si alterna all'attenzione per mantenere un necessario equilibrio generale.

Equilibrio che, come testimoniano queste pagine, io sto lentamente perdendo
ma questo processo come anticipavo nelle premesse, sembra essere parte del destino di famiglia.

L'altra ipotesi, che al contrario, escluderebbe responsabilità famigliari
e che da alcune settimane si propone alla mia attenzione
è che un progressiva separazione dalla realtà quotidiana
sia componente inseparabile e premessa implicita
per chi voglia percorrere fino in fondo, le strade incerte della pratica musicale.

Del resto la storia ci racconta che quasi tutti i compositori più famosi erano un po' matti
se non eccentrici, nevrotici o misantropi.
Quanti di loro tra questi avranno trovato la perfezione spirituale che cercavano?


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